Hamburger, pizze , kebab… Parigi multietnica è piena di locali per accontentare una clientela affamata. Eppure è possibile scoprire un nuovo modo per consumare un pasto veloce, sostituendo la versione fast food con un nuovo tipo di ristorazione dall’identità propriamente francese. L’idea è coniugare la tradizione con l’innovazione tecnica e commerciale, servendo crêpes e galettes.
L’inventore di questa catena di crêperies è Dominique Olivier. Il suo è un progetto nato tre anni fa. Oggi nella capitale francese, e solo qui, esistono tre locali (il primo è nato nel settembre del 2009), ma se ne prevede una dozzina entro il prossimo anno. In verità Parigi è disseminata di corners, cioè angolini che servono crêpes o gauffres (cialde) dolci e salate, preparate al momento. Olivier, invece, ha pensato di sostituire ai criteri tradizionali le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, che permettono di soddisfare nel giro di pochi minuti le richieste dei clienti. Questa celerità è concessa dalle speciali macchine che producono ben 180 crêpes in un’ora. Naturalmente senza fare torto alla freschezza degli ingredienti legati alla stagionalità e con un occhio ad un apporto calorico equilibrato. La pasta bianca delle crêpes o scura delle galettes bretoni è realizzata giornalmente, per servire il pubblico di affezionati, dalle 7.30 del mattino fino alle 22 della sera. Ma data l’affluenza si tira anche una mezz’ora in più.
L’ambiente è moderno, lineare, illuminato da ampie vetrate, reso allegro con i tocchi di colore delle sedie e dei tavolini, disposti anche all’aperto per osservare il passeggio. Forse l’immagine che si richiama all’impostazione delle grandi catene internazionali come McDonald’s o Starbucks, non restituisce pienamente l’anima della tradizione che gli ottimi prodotti suggeriscono. Ad ogni boccone sembra, infatti, di assaggiare un pezzo di storia gastronomica. Basterà ordinare una “classica” con prosciutto, pomodoro e formaggio, oppure completarla con un uovo o insaporirla con aceto balsamico ed erba cipollina. Si passa da una crêpe rustica con cipolla e funghi a prodotti innovativi per palati esotici come una crêpe norvegese con salmone affumicato e varie salse. Immancabili, tra le crêpes dolci, l’inimitabile Suzette o quelle alla Nutella, al caramello o al miele.
Le “galette bretonnes” salate preparate con farina di grigio grano saraceno sono servite piegate; altre crêpes sono arrotolate a cilindro o a cartoccio oppure “destrutturate”, come oggi si usa, cioè presentate come un foglio aperto dove possiamo ammirare gli ingredienti che compongono il piatto in bella mostra. Per rimanere legati al passato è preferibile accompagnarle bevendo dell’ ottimo sidro (una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione delle mele) … ma con moderazione.
La catena di ristoranti Roule Galette è quindi un’idea che pur mantenendo il fascino della tradizione getta un guanto di sfida, volendo competere con i giganti del fast food. Queste speciali frittelle (che a noi italiani ricordano le molteplici combinazioni di gusto della pizza) permettono di poter di accordare dieta e consumazione veloce. Le crêpes presentano, infatti, il vantaggio di poter essere gustate in ogni momento della giornata, fra la gente allegra di questi tre locali parigini o all’interno di un appartamento… in ogni occasione, ideali per tutti i gusti .
Una locandina pubblicitaria ricorda le crêpes preparate, con verdure provenzali, per Pauline, “c’est à dire” per festeggiare nei locali Roule Galette i compleanni dei più piccoli, evitando che mangino soltanto panini e “frites”. Con grande soddisfazione dei genitori … e di noi turisti.









